lunedì 5 marzo 2012

L'articolo 81 della Costituzione non dev'essere modificato



Lettera aperta di Pd Nuovo Percorso a Margherita Miotto, Alessandro Naccarato, Paolo Giaretta, e a tutti i Parlamentari del PD


Domani in Parlamento si vota per la modifica dell'articolo 81 della Costituzione. La modifica andrà anche ad introdurre l'obbligo del pareggio di bilancio.

Il governo “tecnico” presieduto da Mario Monti si è reso necessario perché i partiti italiani non sono stati in grado di prevedere e di affrontare la grave crisi economico-finanziaria attuale. Già oggi i partiti italiani si stanno preparando ad affrontare le elezioni del 2013 su una base “aggiornata” alla situazione socio-economica attuale, sempre più incerta, ma senza tenere conto del fatto che la maggioranza della società civile non si sente più rappresentata dalle loro posizioni.

I nostri Parlamentari devono riappropriarsi del loro ruolo politico, e non delegarlo ai burocrati sostenuti dalla finanza internazionale, perché solo così si potrà cercare di perseguire un sistema socio-economico teso al benessere comune dei cittadini italiani ed europei.

La nostra classe dirigente non può continuare a seguire i diktat del capitalismo finanziario, ma deve ricordarsi del fatto che, nella situazione attuale, finché l'Unione Europea non si doterà di effettivi strumenti di governo economico e politico comune, la sovranità politica è ancora solo quella degli Stati nazionali.

Per portare realmente a compimento il progetto politico europeo, occorre elaborare un nuovo welfare, con il quale i benefici derivanti del mercato economico possano venire ridistribuiti in modo equo alla maggioranza della popolazione del nostro continente, e non continuare ad essere concentrati nelle mani di quella minoranza che oggi – dopo vent'anni di una politica economica dissennata – controlla la maggior parte della ricchezza, in Europa come nel resto del pianeta.

Chiediamo ai Partiti – in particolare alla Direzione del PD ed ai Parlamentari che ne fanno parte, a cominciare da quelli padovani – di aprirsi ad un reale dialogo democratico con i loro elettori e con la base dei tesserati, abbandonando la gestione verticistica e creando un’effettiva democrazia interna alla vita dei Partiti.
Un segnale forte in questa direzione oggi può essere votare contro la modifica dell’articolo 81 della Costituzione. Gli elettori, che hanno sostenuto per anni la politica dei Partiti italiani, chiedono ai Parlamentari di dare una risposta chiara a questa richiesta.

Votare a favore del pareggio di bilancio vorrebbe dire sancire il predominio dei poteri finanziari e delle logiche neo-liberiste sulla politica. In questo modo si favorirebbero le speculazioni finanziarie, andando contro gli interessi dei cittadini. Infatti questa decisione sancirebbe un'ulteriore diminuzione del potere sovrano degli Stati (dell’Italia), per di più senza che questo produca nessun aumento della sovranità dell’Unione Europea.

Sia il PD, sia gli altri Partiti, devono dare oggi una risposta nuova alle esigenze dei cittadini, tenendo finalmente conto della società che rappresentano. Se questo non accadesse, tutti i Partiti, e gli uomini politici che li dirigono, si dimostrerebbero incapaci di risolvere la recessione non solo economica, ma anche politica e civile, che oggi colpisce il nostro paese. E dei Partiti che non fossero in grado di tenere conto delle esigenze sempre più urgenti della popolazione confermerebbero i pregiudizi dell’antipolitica, sancendo di fatto l’inutilità dei Partiti ed il fallimento di chi li dirige.


PD NUOVO PERCORSO


ETTORE PERRELLA
FILIPPO RIZZATO

14 commenti:

  1. La modifica dell'art.81 è già stata approvata in prima lettura e domani ci sarà il secondo passaggio, come prevede l'iter per la modifica di un articolo della Costituzione Italiana. Di seguito il link che fa riferimento alla notizia dell'approvazione in prima lettura della modifica pubblicata sul sito istituzionale del Governo italiano con data 1 Dicembre 2011: http://www.governo.it/Presidente/Comunicati/dettaglio.asp?d=65630

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  2. I partiti politici sono come i cavi di una funivia: l'80% dello spessore serve a sostenere il peso dei cavi stessi, non delle cabine e men che meno dei passeggeri... figuriamoci adesso che i parlamentari vengono designati da 4 capibastone!
    Coraggio, cari ragazzi di NuovoPercorso, coraggio !

    L'Unione Europea è stata costruita con il più nobile degli intenti: por fine alle guerre fratricide. Ma ci siamo illusi che l'economia potesse costituire una scorciatoia, anzi un catalizzatore, e i nostri "esperti" hanno creato una moneta mostruosa: un marco vestito da festa ma sempre tormentato dal complesso di Weimar. Peggio ancora: una moneta non-sovrana, che invece che essere stampata in base alle esigenze sociali ed economiche, deve essere comprata sul "libero mercato" cioè quello infestato dai "liberi pescicani".
    Ora i nostri rappresentanti politici ci dicono che un bel digiuno dopo i bagordi è cosa buona e giusta...
    Cari politici, avete torto marcio per due ragioni:
    1) la cura per i bagordi non è il digiuno ma una dieta controllata.
    2) Noi vi paghiamo perché mettiate a dieta i pescicani, non noi povere sardine !

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  3. Lidia Beduschi5 marzo 2012 19:58

    Non l'antipolitica, forse non ce n'è mai stata tanta, da vent'anni, come in questi ultimi due mesi, di politica, ma un giusto, doveroso, democratico, movimento antipartiti.

    Carissimi ditelo e diciamolo al PD e alleati: è l'ultima, davvero l'ultima occasione che hanno di non MORIRE !

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  4. Giovanni Orlando7 marzo 2012 00:22

    Purtroppo il vostro sforzo è stato inutile...PD e IDV hanno votato compatti a favore al secondo passaggio negando così anche la possibilità referendaria...questo il risultato: la Camera ha approvato, in seconda deliberazione e a maggioranza dei due terzi, l'introduzione del pareggio di bilancio in Costituzione. A favore si sono espressi 489 deputati, 3 i contrari, 19 astenuti.

    Grazie comunque Voi, gli unici credo del PD in Italia, ci avete provato a dare voce agli italiani..i politici quelli di professione che invece sono a scaldare le seggiole in Parlamento si ostinano a non ascoltare...ma quando saranno mandati a casa a calci nel sedere forse ascolteranno o forse continueranno a fare finta di ascoltare.

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  5. Giulia Anastasi7 marzo 2012 00:39

    Non proprio tutto il PD era a favore sapete...per esempio così Vincenzo Visco sul pareggio del bilancio:"Non credo che la costituzionalizzazione del vincolo di bilancio sia né utile né necessaria. È chiaro che con l'inserimento del pareggio in Costituzione si mira a dare un segnale politico: ma bisogna prestare molta attenzione, i segnali politici possono "invecchiare" in fretta, ed in fretta ci si può scoprire impreparati ad affrontare una situazione nuova.
    Vincoli formali troppo stringenti possono divenire vincoli sostanziali insostenibili, che creano una situazione di paralisi. Come avvenuto quest'estate in America con la discussione sul "debt ceiling": quando per una questione di puntiglio si è rischiato il default.
    Insomma, bisognerebbe evitare un altro dibattito ideologico. Un'enfasi eccessiva sulla costituzionalizzazione del vincolo di bilancio può attirare coloro che vogliono l'attività dello Stato ridotta ai minimi termini: ma non è funzionale alle esigenze dell'economia.
    Non sono però contrario ad inserire un principio generale di responsabilità finanziaria e a rendere più stringente l'art. 81 - che attualmente prevede un equilibrio solo ex ante.
    Se storicizziamo la questione, vediamo che oggi c'è in giro molta "ideologia tedesca". Il problema non è tanto l'avere o meno un obbligo formale al pareggio, quanto piuttosto la qualità delle classi dirigenti. E' vero che i politici vogliono avere le mani libere, e che le Costituzioni servono a legargliele un po'. Ma è un problema irrisolvibile con meri vincoli formali.
    Se l'Europa diventasse uno Stato federale, la questione sarebbe diversa. Ha molto più senso immaginare un vincolo di bilancio per le amministrazioni decentrate, mantenendo una certa libertà a livello di bilancio federale".

    Comunque grazie Padovani..almeno in Veneto sappiamo che per il PD c'è una speranza di VITA!

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  6. Giulia Anastasi7 marzo 2012 00:49

    Dato che ci sono vi posto pure i pareri di altri due illustri economisti Giulio Sapelli e Vito Tanzi. il primo contrario al pareggio del bilancio in Costituzione, il secondo favorevole ma a patto di condizionarlo fortemente. Prima di lasciarvi alla lettura vi faccio una provocazione perchè non organizzate un dibattito pubblico invitando questi economisti (Visco,Sapelli,e Tanzi) e li mettete a confronto con qualche parlamentare del PD che ha votato a favore della costituzionalizzazione? E magari sulla cosa potreste interessare pure Santoro e il suo "servizio pubblico".

    GIULIO SAPELLI. Sono fortemente contrario a queste proposte che riguardano la costituzionalizzazione del pareggio del bilancio. Si tratta in ambedue i casi, sia la proposta del governo che quella che ha come primo firmatario Nicola Rossi, di utopie giuridico-normative, e credo sia finito il tempo di tali utopie. Per questo motivo per me pari sono. Di conseguenza anche il modo in cui sono strutturate le proposte non è importante. Il problema non sono i dettagli ma proprio il principio che ci sta dietro.
    Io non metterei vincoli, sia che si tratti di pareggio di bilancio, che di tetto alla pressione fiscale o alla spesa pubblica. Sono inutili. Basterebbe conoscere la storia dell’Europa del Sud per dedurre che queste proposte non hanno futuro, non potranno essere efficaci.
    Questi vincoli fanno parte di modelli sovietici, di una cultura di tipo statolatrico che non mi appartiene. Il problema lo si risolve solamente cambiando la cultura della classe dirigente, occorre inverare comportamenti virtuosi. È qui che sta il problema, e questa è la soluzione.
    Concluderei riformulando il detto di Georges Clemenceau: “la politica è una cosa troppo seria per lasciarla fare agli economisti”.

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  7. Giulia Anastasi7 marzo 2012 00:51

    VITO TANZI. Sono un sostenitore della costituzionalizzazione del pareggio del bilancio. A patto però di inserire alcune condizioni, che vanno nella direzione di una certa flessibilità che consenta di derogare alla rigidità dello strumento (come, appunto, nel caso di congiunture economiche negative o calamità naturali, non prevedibili). Più che altro sono un sostenitore del bilancio in pareggio nel medio termine: ogni 4-5 anni il bilancio dovrebbe essere in pareggio. Anno per anno credo sia eccessivo, soprattutto perché vi è molta discrezionalità nella determinazione del bilancio annuale, che si regge su stime e non su dati certi.
    Non vorrei sviare dal tema, ma comunque credo che il primo dei problemi sia l’indebitamento netto. Ma se ora ci sono le condizioni per costituzionalizzare il pareggio del bilancio, ben venga questa opportunità
    Il principio del pareggio del bilancio dovrebbe applicarsi al bilancio consuntivo, che è quello definitivo. Ovvio che sarebbe bene applicarlo a tutti e due, ma se nel preventivo abbiamo a che fare con delle stime nel consuntivo sono presenti dati certi. Quindi quest’ultimo rispecchia la verità, e solo a questo punto sappiamo se abbiamo o meno raggiunto il pareggio.
    Non credo molto a un sistema di sanzioni. Soprattutto perché sarebbe il governo a doversi sanzionare, e stiamo parlando di un governo che in Italia controlla anche il parlamento (diciamo che sono quasi la stessa cosa, governo e parlamento). Quindi un governo che dovrà sanzionarsi non si auto-imporrà sanzioni. Per avere efficacia queste sanzioni dovrebbero essere internazionali.
    Lo strumento del Fiscal Council è stato adottato in alcuni paesi europei, ma anche in questo caso ci sono esperienze negative, dovute alla ingerenza della politica. Sia in Ungheria che in Svezia i governi a un certo punto hanno tagliato i fondi al Fiscal Council, riducendo così il suo ruolo. Un problema riguarda quindi anche l’autonomia finanziaria di un Fiscal Council, inoltre chi deve nominare i membri? Questo è un altro problema che dobbiamo porci. Comunque, nonostante questo mio scetticismo, meglio avere un Fiscal Council che non averlo.
    Un organo più efficace potrebbe essere la Corte Costituzionale (che è un organo dotato di una sua autonomia) che potrebbe essere investita di determinati compiti al riguardo.
    Oltre all’indebitamento, il problema principale riguarda la dimensione del settore pubblico. In Svizzera vi è l’obbligo della consultazione popolare (referendum) per aumentare il livello delle imposte (ad esempio per aumentare le aliquote dell’Iva). L’Olanda rappresenta un altro caso virtuoso. Questo Paese, che negli anni Settanta e Ottanta aveva conti pubblici fortemente negativi ha introdotto delle leggi che limitano la spesa pubblica, permettendo un risanamento del bilancio dello Stato. Quindi, occorrerebbe costituzionalizzare uno di questi due tetti: o quello della pressione fiscale o quello della spesa pubblica. Basterebbe uno di questi per determinare importanti effetti sui conti pubblici, come dimostrano il caso della Svizzera e dell’Olanda. Credo che se si vuole mettere un tetto alla spesa pubblica, come ho calcolato in un mio libro scritto con Ludger Schuknecht, sia possibile ipotizzarlo intorno al 30/35%. Questo permetterebbe la giusta libertà di azione per i governi. Poi, se vogliamo calcolare anche le inefficienze dell’Italia, allora si potrebbe alzare l’asticella al 40%, ma non andrei oltre.

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  8. Ettore Perrella7 marzo 2012 14:30

    In primo luogo ringrazio le persone che hanno voluto intervenire a sostegno della breve lettera ai Parlamentari firmata da me e da Filippo Rizzato. Il problema, che è stato "risolto" dalla votazione quasi unanime, in realtà si pone e continuerà a porsi (Sapelli, giustamente citato, come Tanzi, da Giulia Anastasi, in realtò trascende anche il tema del pareggio del bilancio. Implica invece due punti estremamente importanti: 1. la relazione fra l'economia reale (europea, ma non solo) e la finanza "sregolata" del neo-liberismo; 2. la funzione e la natura dell'Unione europea.
    Come ha giustamente notato Sapelli in un recente "aureo libello", "L'inverno di Monti: Il bisogno della politica, Guerini ed.) l'euro fu inventato come vincolo per la Germania riunificata, ma la recente crisi finanziaria ha modificato la situazione, mettendo la Germania stessa in una posizione di controllo che non solo rischia d'essere molto pericolosa per l'economia di molti stati dell'Unione, ma non consente di affrontare i problemi dove realmente stanno: appunto nella relazione dell'economia con la finanza.
    Al di là dei bilanci dello Stato, quindi, si tratterebbe di capire che politica intandano fare i partiti italiani (il Pd primo fra tutti) quando, fra un anno, ci saranno le nuove elezioni politiche. Se non riuscirà ad avere un'idea politica nuova e concreta, il Pd non potrà che incontrare un altro insuccesso: cosa che non serve al Partito, ma soprattutto non serve al nostro paese.
    Per concludere: credo che su questi temi sia urgentissimo iniziare a riflettere, dentro ed attorno al Pd.

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  9. PROVIAMO A RAGIONARE CON LA NOSTRA TESTA?
    DITEMI SE SBAGLIO (guardate la sostanza, non i dettagli, perché procedo necessariamente per sommi capi):

    1) L’economia tedesca non potrebbe competere globalmente se non potesse contare sulla UE come suo “cortile privato”.

    2) La follia dell’EURO, che NON è una MONETA SOVRANA ma una CAMBIALE, si manifesta in due modi:
    2a) Lo SPREAD lascia i Paesi deboli esposti alla speculazione proprio come se avessero la propria moneta;
    2b) La stessa Germania, con l'euro, non può permettersi un welfare come potrebbe fare col MARCO.

    Per i Paesi dell’Eurozona, vista l’impossibilità di una decente Unione Politica in tempi men che biblici, tornare alla propria moneta o sottomettersi al MARCO tedesco sarebbe un MALE MINORE piuttosto che restare con questo EURO. Continuare a far da cavia con un “EURO a due velocità” sarebbe "el tacòn pezo del sbrego"...

    I nostri politici debbono scegliere fra TORNARE ALLA LIRA o INVOCARE IL MARCO, altro che articolo 81 della Costituzione.... Qualcuno di loro, a cominciare dal senatore Giaretta che pure stimo, mi può contraddire su queste scelte fondamentali? Purché non mi venga a dire di lasciarmi cucinare a fuoco lento, come la Grecia.
    Grazie

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  10. GIUSEPPE ARTICO7 marzo 2012 22:34

    www.paologiaretta.it%2F2012%2F03%2Fperche-votero-quella-modifica/

    avete stimolato un dibattito su un tema interessante pare; sopra il link alla pagina del sito del senatore Giaretta che richiama un articolo apparso in mattinata sul Mattino di Padova in risposta al Vostro appello.

    A questo punto se riusciste ad organizzare un incontro pubblico nel quale le due posizioni potessero confrontarsi credo sarebbe, per tutto il popolo delle sinistre, una bella occasione di ascolto e di scambio di opinioni...finalmente si potrebbe ricominciare a vedere la politica nel suo vero ruolo.

    Riuscire a farlo a Padova prima che in altre realtà italiane credo poi gioverebbe molto anche al PD. Lo dico io da elettore, non tesserato, del PD, che se si fosse votato fino all'altro giorno non avrebbe avuto dubbi nel dare il proprio voto a Grillo, oggi invece, grazie alla posizione di questo gruppo, che non conosco ma spero potrò conoscere presto, ho riacquistato un po' di fiducia nel PD, nella sua capacità di ascolto di tutte le parti che rappresenta.

    GRAZIE

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  11. FILIPPO RIZZATO8 marzo 2012 13:43

    Di seguito riporto la risposta ricevuta dall'On. Alessandro Naccarato al nostro appello.

    "Caro Filippo,

    ho ricevuto e letto con attenzione la tua mail sulla modifica dell’articolo 81 della Costituzione e, con estrema franchezza, ti scrivo per farti sapere che non condivido assolutamente il contenuto del documento che mi hai inviato. Tralascio le tue considerazioni sul ruolo dei partiti, dei “poteri finanziari” e sui “diktat del capitalismo finanziario” perché meriterebbero uno spazio a parte e, a mio parere, non riguardano la riforma dell'articolo 81 della Costituzione. In sintesi, ecco le ragioni per cui il Pd ha votato l’introduzione del pareggio di bilancio in prima lettura e voterà la modifica anche domani nel corso della seconda lettura. Da anni le politiche di bilancio dei Paesi dell’Unione europea si realizzano all’interno di regole comunitarie. La crisi economica in corso ha spinto l’Unione a rafforzare queste regole, introducendo una nuova disciplina del patto di stabilità e crescita basata sull’obiettivo del pareggio di bilancio e sull’introduzione di meccanismi di sorveglianza e correzione dei bilanci nazionali. In questa nuova disciplina, concretizzata dall’accordo tra i Paesi dell’Unione definito anche “Patto Euro Plus”, si prevede l’inserimento nelle legislazioni nazionali del pareggio di bilancio. Infatti, è cresciuta la convinzione che il risanamento di bilancio non rappresenti più solo una questione contabile ma assuma il significato della salute pubblica di uno Stato.
    Questa considerazione vale, a maggior ragione, per l’Italia, che è al centro di una crisi di fiducia e non può permettersi di non rispettare gli impegni presi. La nascita dei governo Monti e i suoi primi interventi hanno già migliorato notevolmente la situazione dei nostri conti pubblici, proprio perché hanno saputo ricostruire un clima di certezza e di fiducia. Tra gli interventi in questo senso, deve essere ricordata l’approvazione in prima lettura, e in tempi rapidissimi, con voto quasi unanime del Parlamento, della riforma dell’articolo 81 della Costituzione, che tu non condividi. Uno Stato moderno ed efficiente quale, secondo il Pd, deve diventare l’Italia, deve sapere, e avere la forza di spiegare, che il bilancio dello Stato non è un pozzo senza fondo e che le risorse pubbliche non si possono reperire mediante l’indebitamento sistematico. Del resto, sarebbe troppo lungo soffermarsi sulle ragioni che, partire dai primi anni Ottanta, hanno fatto esplodere - con il concorso e il consenso delle parti sociali e delle forze politiche - il debito pubblico a livelli insopportabili per la nostra economia. Deve essere chiaro che oggi paghiamo il conto anche di quelle politiche sbagliate.
    Il Pd condivide la modifica dell’articolo 81 perché consente di rafforzare e di far diventare senso comune la salute dei conti pubblici. Questa scelta non deve essere subita come un’imposizione dell’Europea, ma - e io la penso proprio così – come una convinzione dell’utilità e bontà del percorso di risanamento avviato dal governo Monti, che sosteniamo. Il Pd vuole introdurre il pareggio di bilancio nella Costituzione perché è convinto che sia un bene per il Paese, e perché aderisce con convinzione e senza ambiguità ai trattati dell’Unione Europea.
    Sperando di fare cosa gradita allego materiale utile e alcuni riferimenti disponibili sul sito internet della Camera dei Deputati.
    Cordiali saluti,

    Alessandro Naccarato

    1) http://www.camera.it/465?area=8&tema=496&Il+pareggio+di+bilancio+in+Costituzione

    2)http://www.camera.it/Camera/view/doc_viewer_full?url=http%3A//documenti.camera.it/leg16/dossier/Testi/ac0691c.htm%23dossierList&back_to=http%3A//www.camera.it/465%3Farea%3D8%26tema%3D496%26Il+pareggio+di+bilancio+in+Costituzione "

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  12. Per PAOLO GIARETTA e ALESSANDRO NACCARATO.

    Cari amici, NON APPROVO AFFATTO che scriviate queste cose così QUALUNQUISTE sulla stampa "per il popolo bue" (a meno che non ammettiate che anche a voi fa comodo una stampa pennivendola e un popolo sempre più bue ! ).
    PER FAVORE abbiate la decenza di non avallare le tesi neoliberiste su questo sito e a noi che PER ORA ci sforziamo di sostenere voi e quel che rimane di un partito alla deriva culturale, etica, e politica. Dico "noi" abusando dell'ospitalità di cui sto godendo, ma lo dico pensando all'amico Grillino e a tantissimi altri che ora hanno bisogno di tutto tranne che essere ancora presi in giro... e VOI sareste i primi ad essere travolti da una mandria di "buoi" sbandati, per la disgrazia di tutti.
    PER FAVORE: rispondete alle domande vere!
    1) E' vero o no che l'EURO non è una moneta sovrana? Una moneta che NON SI STAMPA in base alle esigenze sociali ed economiche dei cittadini, ma si COMPRA sul LIBERO MERCATO DEI LIBERI SQUALI?
    2) E' vero o no che una UE federale (o come si voglia POLITICAMENTE UNITA) è forse realizzabile in DECENNI, non certo in tempi brevi? E che nel frattempo non solo la Grecia, ma tutta la UE sarà stata spolpata dalla FINANZA PREDATRICE, pur essendo ECONOMICAMENTE molto più sana di USA e GB? La "mano invisibile del mercato" è una fandonia che fa rivoltare il povero Adam Smith nella tomba. La speculazione, da che mondo è mondo, attacca chi è debole POLITICAMENTE, NON ECONOMICAMENTE !!!!
    3) E' vero o no che i cittadini Greci hanno già pagato molto più di quanto avrebbero pagato tornando alla loro dracmetta, e che pagheranno sempre di più finché non si decideranno ad uscire dall'euro COMUNQUE?
    4) E' vero o no che la Troika UE-BCE-FMI ha imposto Papademos ai Greci e Monti a noi? Papademos è sicuramente PEGGIO di Papandreu, mentre Monti è sicuramente MEGLIO di Berlusconi, ma questo è un atto di accusa contro VOI che avete permesso al nanetto di ridicolizzarci per 17 anni e avete dovuto chiamare aiuto per togliercelo TEMPORANEAMENTE dai piedi...
    Mi fermo qui, perché i miei sono SOLO ESEMPI di cose di cui DOVETE ACCETTARE DI DISCUTERE SUBITO CON NOI e senza politichese, altrimenti l'Italia è spacciate e la Storia non farà differenze fra voi e i dipendenti di Mediaset che stanno in Parlamento.

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  13. angelo mancini9 marzo 2012 13:51

    com’è come non è, l’area del pd che ha (sobriamente, ovvio) giubilato per l’approvazione della modifica costituzionale sembra essere la stessa che lo ha fatto in occasione della sentenza della corte a favore del revamping di monselice.
    è un segnale parlante, si direbbe.
    gli è comunque, che LA COSTITUZIONE NON È UNA CARTA ECONOMICA MA POLITICA.
    e le due cose non solamente sono molto diverse ma sempre vanno proprio d’accordo, bisogna dirlo.
    talvolta vanno anzi irrimediabilmente in conflitto e in quel caso dovrebbe essere la politica a fare agio sull’economia.
    ma non è più così – ammesso che lo sia mai stato.
    oggi evidentemente con largo consenso è l’economia a dominare sulla politica – o meglio i poteri finanziari, non l’economia materiale di piazza della frutta ovviamente: cioè i poteri di coloro che per incapacità di gestione dell’economia globale (va ribadito ogni volta - perché ce lo dimentichiamo troppo facilmente!() ci hanno condotti alla attuale crisi sistemica.
    europa docet: l’europa dove la democrazia è un pallido riflesso sul muro e dominano i poteri forti, colonizzati cioè dalla finanza globale che agisce attraverso la BCE e innumerevoli, ricchissime lobby.
    oggi tornare alla politica (piaccia o non piaccia a qualche anima bella), significa recuperare le sovranità nazionali.
    le comunità (i popoli), sono state via via espropriate di potere, di quel potere che in qualche misura poteva essere sottoposto a procedure di controllo democratico.
    oggi si è imposto (grazie alla crisi), uno stato di eccezione permanente e sappiamo che la sovranità è di chi decide nello stato di eccezione.
    più decide l’europa nello stato di eccezione meno sovranità i popoli avranno.
    anche la modifica costituzionale va in questa direzione: perdita della sovranità e perdita della democrazia.
    allarghiamo gli orizzonti del dibattito: l’esperimento dell’europa è partito con il piede sbagliato, ormai dobbiamo ammetterlo e oggi sta ammazzando la democrazia.
    è un esperimento clamorosamente fallito e persino anacronistico.
    il progetto dell’europa come è stato concepito (e portato avanti) poteva funzionare mezzo secolo fa: ma ognuno di noi vede che il mondo è cambiato completamente da allora, da sola la cosiddetta globalizzazione ha messo fuori gioco i principi stessi su cui il progetto di europa era fondato.
    l’europa oggi è il teatro dove si sta consumando la degenerazione della democrazia come la si concepiva quando le carte costituzionali sono state formulate.

    un esempio divertente (si fa per dire), è la gendarmeria (polizia militare) europea detta eurogendfor (EGF) il cui coordinamento politico-militare (che, attenzione, ha anche il compito di supervisionare le forze di polizia nazionali, quindi è una superpolizia militare), affidato al CIMIN, non è sottoposto al controllo dei parlamenti nazionali o del parlamento europeo, ma risponde direttamente ai governi (tipo governo monti, diciamo, o papademos), e interviene in aree di crisi, sotto l’egida NATO, ONU, UE, OSCE o di coalizioni costituite "ad hoc" fra diversi paesi.
    questo EGF secondo il trattato di velsen ha una totale immunità!
    cioè è un potere (armato) intoccabile.
    in pratica l’EGF potrà operare in qualsiasi parte del mondo sostituendosi completamente alle normali forze dell’ordine locali e agire nella più totale immunità giudiziaria rispondendo solo ed esclusivamente al CIMIN.
    chi sa cos’è la BIS gli fischieranno le orecchie.
    il 14 maggio 2010 dalla camera dei deputati della repubblica italiana è stato sancito definitivamente l’accordo, con la legge numero 84: presenti 443, votanti 442, astenuti 1 (manco uno contrario!), hanno votato a favore 442 deputati! poi il 28 aprile anche il senato ha approvato senza dare spiegazioni o chiarimenti sui 47 articoli elaborati a Valsen o su che cosa fosse realmente l’European Gendarmerie Force e a chi facesse capo.
    tutto ciò è avvenuto nel silenzio quasi assoluto dei media.
    questa è l’europa, quella vera, cari miei.
    è ora di aprire gli occhi e di essere realistici.

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  14. angelo mancini9 marzo 2012 13:58

    tornando a noi, anche la modifica costituzionale del pareggio di bilancio è ancora semplicemente un inutile sopruso ai danni della democrazia - inutile, infatti non ce n’era affatto bisogno: l’attuale dettato “Ogni altra legge che importi nuove o maggiori spese deve indicare i mezzi per farvi fronte”, bastava ed avanzava: semplicemente sarebbe bastato che le politiche economiche tornassero in un regime costituzionale dal quale si è usciti da troppo tempo.
    il grande inganno, però, alla fine è questo: farci credere che l’economia, con i suoi sprite minacciosi (spread, crescita, PIL, bilancio, borse… e soprattutto la grande fandonia: il DEBITO SOVRANO, su cui varrebbe la pena dilungarsi), possa portarci a quello che è l’unico e vero scopo delle democrazie: il benessere della più parte delle persone.
    oggi il welfare e la democrazia vengono tagliati per rimettere in piedi un sistema bancario-finanziario che non si regge sulle sue gambe e arterioscletorico.
    per esempio, i media ci stanno nascondendo quello che succede davvero in grecia, ma lì si sta consumando un vergognoso capitolo della storia europea - ai danni oggi dei greci domani degli altri popoli europei?
    attenzione: questa crisi NON è una CATASTROFE NATURALE, è qualcosa che non era affatto necessario accadesse!
    che è stata creata, passo dopo passo, da coloro stessi che oggi dovrebbero portarci fuori.
    bene, toccherà presto anche ai portoghesi, agli spagnoli, agli italiani e via discorrendo… in un tremendo effetto domino?
    vista la grande capacità dimostrata sinora nella gestione delle cose dell’economia dagli attuali despoti d’europa, dai draghi ai monti, come dubitarne?
    qualcuno si chiede come mai la city (l’inghilterra) resti puntualmente fuori dai pasticciacci dell’europa, dall’euro alla ratifica del fiscal compact (n’altra bella fregatura)?
    come mai?
    pensateci, perché nella city è il cervello (perlomeno l’emisfero oggi dominante) dell’europa come si sta sviluppando oggi, l’europa dei draghi, dei monti e delle banche.
    il cervello dell’europa è fuori dall’eurolandia :-)
    mica fessi, loro!

    bene, stiamo abdicando sempre di più alla sovranità democratica cedendola a poteri esterni alle procedure democratiche, ma interni al regime di contromercato della finanza globale.
    abbiamo messo, anche con questa modifica costituzionale, ma soprattutto con la recente legge per cui lo stato garantisce i titoli delle banche (il cappio con cui ci strangoleremo che è il modo, assolutamente mafioso vedere per credere, con cui i poteri bancari di draghi e monti hanno incaprettato l’italia e in definitiva l’europa - anche se qui è lungo da raccontare): fa bene sapere che nel partito “democratico” la dirigenza se ne compiaccia.
    d’altronde sappiamo che sono coloro che giubilarono “abbiamo una banca”!
    ora le banche hanno loro e hanno l’italia.
    banche che, lasciate a se stesse, non si sono dimostrate capaci di mettere insieme il pranzo con la cena.
    che anzi sono fallite ripetutamente.
    e noi gli affidiamo la gestione delle nostre vite.
    furbi, no?

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