domenica 26 agosto 2012

Programma da discutere e approvare nella riunione del 30 agosto presso la Sede di Via Beato Pellegrino


Questo programma non si riferisce solo ad una candidatura alle prossime elezioni politiche, ma intende soprattutto dare al gruppo che lo approverà – composto da PD-Nuovopercorso, da altre associazioni e da numerose adesioni individuali – una direzione politica chiara e condivisa. Da esso saranno estratti in seguito dei documenti pubblici di formato più ridotto, ma sempre coerenti con le sue linee fondamentali.
Può sembrare che molte delle proposte qui contenute tocchino dei temi troppo generali. Esse in effetti non possono che prescindere, attualmente, dalla dialettica che può evidenziarsi solo nelle decisioni concrete. I programmi, in effetti, hanno la funzione di stabilire una direzione da mantenere fedelmente, senza tuttavia perdere il contatto con i dati della realtà socio-economica.
Il più importante problema, in Italia (ma non solo) è posto oggi dalle relazioni fra la politica e l’economia. Il nostro paese, se per un verso ha bisogno di profonde liberalizzazioni – se con questo termine ci riferiamo alla necessità che la vita sociale si liberi finalmente dall’occupazione da parte di numerosi gruppi d’interesse e di potere –, per un altro non deve confondere la libertà che la politica deve garantire, per esserne a sua volta garantita, con lo strapotere dei gruppi finanziari. È attorno a questo tema che ruotano, in definitiva, tutti i punti che qui vengono presentati.

Filippo Pacchiega, Nicoletta Pannocchia, Ettore Perrella, Filippo Rizzato

Con il contributo di:

Maurizio Borsatto, Francesco Corso, Gaetano De Venuto, Marisa Galbussera, Angelo Mancini,  Ettore Perrella, Maria Piscitello, Filippo Rizzato, Renato Zender, Mattia Vallerin, Paolo Vallerin


Per una nuova politica di centrosinistra


I. Il rilancio dell’economia
1.1. L’attuale crisi globale richiede che l’economia reale sia difesa dagli effetti distruttivi della finanza da attuarsi attraverso la collaborazione fra Stati, in primis all’interno dei confini dell’Unione europea.
1.2. Per questo proponiamo un ripensamento del ruolo dell’Unione europea, dando compiutezza alle caratteristiche federali che già oggi molti esperti vi riconoscono, in continuità con il progetto originario di Robert Schuman, Jean Monnet, Paul-Henry Spaak e Altiero Spinelli.
1.3. In quest’ottica proponiamo che la BCE sia dotata di tutti i poteri propri di una banca nazionale, e che abbia la facoltà di operare come la Banca federale degli Stati Uniti.
1.4. Per il rilancio dell’economia è necessario distinguere fra bad companies, che si limitano alla speculazione finanziaria, e good companies, che invece raccolgono il risparmio ed operano a sostegno dell’economia reale. Se in difficoltà, solo le seconde dovrebbero potersi avvalere della tutela e del sostegno dei relativi Governi nazionali, veri e propri garanti dei risparmi dei cittadini.
1.5. Ci proponiamo di contrastare i fenomeni ricondotti al ‘quarto settore’ (criminalità organizzata, corruzione politica, evasione fiscale, economia canaglia, riciclo capitali ecc.) e di ridistribuire le somme o i beni confiscati alla criminalità, per incentivare l’attività imprenditoriale giovanile e per rinforzare le casse di regioni, province e comuni che sapranno distinguersi per la realizzazione di un programma di forte contrasto alla criminalità e alla corruzione. Tale risorsa dovrebbe diventare l’unica possibilità per appianare i deficit di bilancio delle singole regioni.
1.6. Nella lotta alla criminalità è necessario regolamentare e limitare le esportazioni di liquidità dall’Italia.
1.7. Proponiamo di individuare per legge un limite massimo e minimo alle retribuzioni indipendente dall’attività svolta e una forbice massima da 10 a 1 fra la retribuzione massima e quella minima di ogni attività; sosteniamo poi la proposta di un reddito minimo di cittadinanza e di contrasto alla povertà.
1.8. Proponiamo che lo Stato italiano cerchi di riappropriarsi del proprio debito: solo ai cittadini italiani si dovrebbe proporre di sottoscrivere OTIF (Obbligazioni del tesoro con incentivo fiscale), con interesse definito ed esenti da ogni tassazione.
1.9. Per determinare una progressiva riduzione della tassazione e dell’incidenza sulla stessa dell’evasione fiscale, proponiamo la detraibiltà dal reddito di tutte le spese, fino ad una soglia massima da individuarsi, escluse le spese per i beni di lusso.
1.10. Promuoviamo la sostituzione del PIL come indicatore econometrico con strumenti più flessibili e meglio corrispondenti ai dati dell’economia reale, come l’HDI (Human Development Index), che combina il PIL con indicatori di scolarizzazione e salute ambientale.
1.11. Vediamo la necessità di rivedere il patto di stabilità, che sta soffocando anche i comuni in grado di amministrarsi senza sprechi.
1.12. Debbono essere rinegoziate le concessioni pubbliche.
1.13. Promuoviamo la valorizzazione del tessuto produttivo-commerciale interno, con limitazioni qualitative e sanitarie vincolanti alla concorrenza globale.
1.14. Riteniamo equo introdurre una forte tassazione per l’esercizio di attività che impoveriscono i territori, a sostegno delle economie territoriali e per ripristinare forme di concorrenza equilibrata.
1.15. Sosteniamo l’introduzione di un’imposta sulle transazioni finanziarie (Tobin tax).
1.16. Chiediamo l’interruzione delle politiche di privatizzazione e di vendita del patrimonio pubblico e delle partecipazioni aziendali, per non svalorizzare gli asset nazionali e non svendere la produzione civile.
1.17. Per rilanciare l’economia, soprattutto nel meridione, crediamo nella validità di no tax areas.
1.18. Intendiamo rilanciare il turismo sostenibile come valorizzatore del patrimonio artistico e culturale italiano.
1.19. Crediamo nel rilancio dell’agricoltura italiana, facilitando la distribuzione diretta della produzione al di fuori dei grandi circuiti distributivi e il guadagno dei produttori agricoli e di chi lavora all’industria della conservazione e della produzione di derivati.
1.20. Intendiamo favorire tutte le produzioni locali dotate di denominazione di origine protetta o controllata e garantita, sia in Italia, sia all’estero, sia nell’agricoltura che nella trasformazione, e cercheremo di proteggere le esportazioni contro il falso made in Italy.

II. Riforme
2.1. Propugniamo l’introduzione nel titolo I, parte I, della Carta costituzionale, rubricato ‘diritti e doveri dei cittadini’, del diritto ad un ambiente salubre, del diritto ad una corretta informazione, della tutela dei beni comuni.
2.2. Sosteniamo la necessità di modificare l’art. 49 della Costituzione, inserendo l’obbligo per i partiti di organizzarsi al loro interno secondo il principio democratico.
2.3. Sosteniamo la riduzione del numero delle Province e l’opportuna aggregazione dei Comuni con meno di 5000 abitanti.
2.4. Siamo favorevoli all’eliminazione dei privilegi dei gruppi d’interesse e alla liberalizzazione delle professioni.
2.5. L’informazione televisiva e radiofonica pubblica sarà ristrutturata, escludendo i partiti politici dal controllo di questi strumenti di comunicazione.
2.6. Sosteniamo la necessità di una legge quadro contro il conflitto d’interessi.
2.7. Siamo a favore della tutela del terzo settore e del no profit.
2.8. Saremo tra i promotori dell’introduzione di una legislazione che preveda diritti e doveri delle coppie di fatto, anche dello stesso sesso, nonché la previsione di un nuovo istituto giuridico per le coppie omosessuali equivalente al matrimonio; sosteniamo poi l’approvazione di una legge contro l’omofobia.
2.9. Chiederemo la revisione della disciplina sulle adozioni, aprendo questa possibilità anche alle coppie omosessuali che abbiano formalizzato il loro legame e a coppie di fatto non sposate anche dello stesso sesso.
2.10. Promuoviamo una proposta di revisione della legge sul testamento biologico e la possibilità che ciascuno dichiari liberamente la propria volontà di essere curato in caso di disabilità permanente.
2.11. Chiediamo l’introduzione dello ius soli al posto dello ius sanguinis, al fine di riconoscere automaticamente la cittadinanza a tutti i nati in Italia da genitori qui residenti.

III. L’assistenza socio-sanitaria
3.1. L’allungarsi della vita media c’impone di sostenere un’assistenza ospedaliera integrata e, quando possibile, sostituita dal servizio sanitario domiciliare.
3.2. Sosteniamo anche un’operatività integrata a livello nazionale di ULSS (unità locali socio-sanitarie) e i PSSR (piani socio-sanitari regionali) per risolvere le problematiche di assistenza ed integrazione sociale legate agli effetti dell’immigrazione sulla popolazione residente in Italia. Tali tematiche dovrebbero essere oggetto di ampio dibattito fra cittadini, associazioni, partiti politici e istituzioni socio-sanitarie.

IV. L’urgenza formativa: il rapporto fra scuola e attività produttive
4.1 Crediamo nella formazione e chiediamo di investire nell’istruzione di ogni ordine e grado, sostenendo la scuola pubblica e rilanciando le scuole professionali, perché scuola, formazione e lavoro debbono coagularsi nell’esperienza di vita di un giovane.
4.2. Siamo favorevoli all’obbligo dell’insegnamento della lingua inglese in tutte le scuole, di ogni ordine e grado, a partire dalla scuola materna.
4.3. Sosteniamo l’abolizione del valore legale dei titoli di studio.
4.4. Crediamo nell’importanza dell’attività sportiva per la formazione dei ragazzi e la sosteniamo.
4.5. Promuoviamo forme di lavoro cooperativo ad alta valenza formativa: progetti integrati nella realtà, nei quali il naturale desiderio di partecipazione dei ragazzi potrebbe essere guidato dagli adulti.
4.6. In collaborazione con le industrie e le aziende produttive, proponiamo la creazione di luoghi istituzionali in cui i giovani ricercatori possano presentare nuove idee, aiutandoli nella realizzazione pratica delle stesse.
4.7. Gli istituti di ricerca, scientifica e tecnologica (ma non solo) delle Università vanno sostenuti economicamente, perché l’istruzione ed il progresso delle competenze costituisce un investimento cruciale per il rilancio a livello internazionale dell’Italia.

V. Ambiente
5.1. Sosteniamo la proposta di una ‘riconversione ecologica’ dell’economia e la necessità di facilitazioni e stimoli fiscali per la sostenibilità energetica ed ambientale.
5.2. Desideriamo incentivare tutte le modalità d’approvvigionamento energetico self-made, privilegiando le energie rinnovabili, così da rendere l’Italia il più possibile autonoma; in particolare siamo favorevoli a sgravi fiscali per i privati che vorranno investire in tale direzione.
5.3. Chiediamo di rivedere, dove possibile, i progetti delle grandi opere, in favore delle reti dei territori, così da riaffermare le sovranità economiche territoriali, in rapporto di sussidiarietà con quelle nazionali, sovranazionali e globali.

VI. Lavoro
6.1. Proponiamo lo studio di una riforma del mercato del lavoro che instauri una collaborazione effettiva fra le agenzie di collocamento e le richieste dell’industria, del commercio e del mondo dei servizi, tenendo conto delle esigenze dei giovani che cercano una prima occupazione e di coloro che, usciti dal mercato del lavoro in età avanzata, sono ancora lontani dalla pensione. Pensiamo ad una sorta di ‘camera di compensazione’ territoriale che operi con una conoscenza specifica nei vari comparti lavorativi, da creare con la collaborazione di varie istanze pubbliche come comuni, province e regioni, camere di commercio e sindacati.
6.2. Crediamo nella possibilità d’individuare nuove forme d’occupazione, attraverso il rilancio del turismo e della cultura.
6.3. Siamo consapevoli della necessità di salvaguardare il lavoro, nella fluidità del mondo attuale, attraverso forme nuove e creative, e non con la riproposizione di modelli industriali superati e il continuo consumo di territorio.
6.4. Siamo favorevoli ad incentivare il lavoro stabile, a discapito del precariato.
6.5. Promuoviamo la salvaguardia del lavoro nel rispetto dei limiti imposti dai vincoli paesaggistici ed artistici e nel pieno rispetto del diritto alla salute.
6.6. Crediamo nella necessità di un’effettiva parità di genere nel mondo del lavoro, ed a tal fine proponiamo che le dipendenti private siano a carico dello Stato durante il periodo della gravidanza e della maternità.

VII. Immigrazione
7.1. Il fenomeno dell’immigrazione ci deve vedere impegnati all’ottenimento di una piena integrazione dei nuovi cittadini italiani, e per questo debbono essere evitate le trasformazioni in ghetti d’interi quartieri delle città.
7.2. Proponiamo l’individuazione di criteri atti a regolamentare i flussi migratori, tenendo conto delle condizioni del lavoro in Italia, così da evitare sia un’immigrazione percepita dagli italiani come difficoltà e minaccia in chiave occupazionale, sia un’immigrazione clandestina come occasione di sfruttamento.

VIII. Nuove forme di partecipazione politica e democrazia interna dei partiti

Parlamento e Partiti
8.1. Propugniamo una proposta di modifica della legge elettorale, perché crediamo nella possibilità diretta di scelta nominale di tutti i candidati al Parlamento e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri da parte del cittadino, inserendo nella proposta il limite di tre legislature per i Parlamentari e per qualunque altra carica pubblica, ad eccezione del Presidente della Repubblica e dei Presidenti delle Camere, per i quali proponiamo il limite di un solo mandato, e del Presidente del Consiglio dei Ministri, per il quale proponiamo il limite di due mandati.
8.2. Proponiamo l’abolizione dei privilegi economici e previdenziali della classe politica italiana; i vitalizi dei nostri parlamentari debbono essere equiparati al trattamento pensionistico nazionale su base contributiva.
8.3. Vogliamo incentivare la presenza femminile nelle rappresentanze politiche, e a questo proposito proponiamo il sistema delle doppie liste elettive e se necessario, in maniera transitoria, l’introduzione di quote rosa predeterminate.  
8.4. Ci impegniamo a vietare a tutti i parlamentari di poter ricoprire altre cariche pubbliche durante il loro mandato.
8.5. Chiediamo l’ineleggibilità alle cariche pubbliche per i cittadini condannati in via definitiva per reati contro la Pubblica Amministrazione, per delinquere, per reati contro la persona, per reati del mondo societario e del mercato finanziario.
8.6. Crediamo nelle elezioni primarie come strumento essenziale di partecipazione della cittadinanza alla strutturazione interna dei partiti, e quindi alla vita politica complessiva del paese, e le proponiamo come metodo d’indicazione dei candidati alle elezioni per tutte le cariche pubbliche nazionali, regionali, comunali ma anche di partito e di coalizione.
8.7. Siamo favorevoli a primarie aperte per i candidati e per la partecipazione al voto, escludendo tutte le forme di discriminazione preliminare o di preiscrizione, perché limiterebbero l’effetto democratico dello strumento delle primarie, mentre crediamo debba essere pubblica la partecipazione ad esse.
8.8. Vogliamo favorire la partecipazione alle candidature alle primarie e non solo delle donne e dei rappresentanti di tutte le minoranze etniche, sociali e religiose.
8.9. Sosteniamo le relazioni dei partiti con la società civile e con tutte le sue componenti economiche, politiche e culturali, anche collaborando attivamente con le libere associazioni e con i movimenti politici non partitici.
8.10. Riteniamo urgente superare la verticalità dei Partiti, dando maggiore autonomia decisionale agli organismi cittadini, provinciali e regionali; ed allargando le loro collaborazioni internazionali, soprattutto in Europa, favorendo la creazione di federazioni di partiti europei.
8.11. Siamo favorevoli all’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti e conseguentemente favorevoli al finanziamento sociale dei partiti, prevedendo la detraibilità fiscale dei contributi economici, liberi ma limitati, e la loro assoluta trasparenza pubblica.
8.12. Chiediamo in una gestione economica interna dei Partiti pubblica e sottoposta alla revisione della Corte dei Conti.
8.13. Siamo favorevoli all’introduzione della responsabilità civile soggettiva per i politici ed oggettiva per i partiti, per quanto fatto nell’esercizio della propria attività politico-amministrativa.
8.14. Promuoviamo l’estromissione dei partiti dalla gestione ed amministrazione della funzione pubblica e dei mezzi di comunicazione.
8.15. Proponiamo l’adozione di un codice etico che ogni candidato dovrà sottoscrivere prima della competizione elettorale, pena l’esclusione. Una volta accettato per sottoscrizione, il non rispetto di detto codice determinerà l’espulsione dal partito e la dimissione dalla carica pubblica eventualmente ricoperta.

IX. Prospettive ed idee di sviluppo per Padova ed il suo territorio

9.1. I problemi delle città sono strettamente connessi con quelli del territorio circostante, e questo vale soprattutto nell’“area metropolitana” o nella “metropoli diffusa” che collega le città venete, fra Vicenza, Padova, Venezia e Treviso. Proponiamo perciò:
– la proibizione di occupazione di altro territorio per scopi di edificazione ed il recupero edilizio delle aree già costruite;
– la proibizione di creare altre zone commerciali periferiche ed il rilancio del commercio nel centro storico e nei quartieri;
– la creazione di parcheggi custoditi esterni al centro e di collegamenti pubblici rapidi e continui;
– che si progettino dei collegamenti metropolitani efficienti fra Padova e l’area metropolitana di cui fa parte, da Vicenza a Treviso e Venezia;
– che le aree verdi circostanti alle città vengano destinate a parchi di rispetto agricolo, con la creazione di lotti assegnabili a chi voglia coltivarli;
– che la produzione di questi parchi sia destinata a mercati destinati solo a questo ed estranei alla grande distribuzione; questo avrebbe anche la funzione di rilanciare l’occupazione in questo ramo non secondario;
– il recupero degli edifici esistenti, soprattutto quando sono dismessi, con la creazione di nuovi centri di aggregazione sociale.
9.2. Ci pare importante rilanciare lo sviluppo dei settori dell’informatica e delle telecomunicazioni (ICT), comprendendo in questo aggregato le specializzazioni di tipo industriale e terziario legate alle nuove tecnologie, per le quali Padova occupa già il primo posto nel Veneto
9.3. Sarebbe utile creare un connubio ancora più stretto tra il mondo delle imprese e l’Università, così da poter contare anche su corsi di laurea progettati sulle esigenze di mercato.
9.4. L’attuale crisi pone una sfida che è urgente affrontare e risolvere: quella d’immaginare e realizzare uno sviluppo non più basato sulle cementerie, gli inceneritori, le cave, le discariche, le imprese inquinanti ed un’estensione insensata e distruttiva delle aree edificate, ma sulla valorizzazione d’un sistema di valenze storiche, architettoniche, paesaggistiche, museali, termali ed ambientali uniche: una ricchezza inestimabile sulla quale dobbiamo cominciare finalmente ad investire. È necessario perciò realizzare un coordinamento effettivo fra tutti gli attori politici e sociali del territorio (dirigenti e parlamentari, sindacati, associazioni, amministratori dei Comuni ecc.), coinvolgendo nelle decisioni tutti i livelli dell’amministrazione, ma in primo luogo i cittadini, con nuove forme di partecipazione alle decisioni politiche.
9.5. È inoltre necessario dare più peso politico al territorio della provincia rispetto al capoluogo. Il territorio dovrà avere sempre le proprie rappresentanze all’interno dei partiti, nel parlamento, nella regione e nella provincia, contrariamente a quanto è finora accaduto nella nostra.
9.6. Crediamo nella partecipazione delle amministrazioni comunali alla fase di formazione delle decisioni anche delle istituzioni europee, perché non vogliamo decisioni delle istituzioni europee regolate unicamente dall’andamento dei mercati.
9.7. La città deve concorrere a far recepire dal basso un modello sociale per l’Europa, partecipando ai lavori del Comitato delle Regioni dell’Unione Europea ed alle sue sottocommissioni.
9.8. Il Comune può impegnarsi anche sul non meno importante versante dell’indirizzo politico, convocando un Comitato per la Federazione Europea, e tenendo i contatti con tutti i soggetti attori della città: sindacati, associazioni imprenditoriali, cooperative, associazioni artigiane, livelli locali dei partiti e le associazioni registrate presso il Comune, per promuovere un piano unico europeo di sviluppo ecologicamente e socialmente sostenibile.
9.9. Per evitare che nasca un fisco europeo senza una volontà politica unica europea, occorre indicare un’idonea procedura da inserire nella riforma dei Trattati sull’Unione Europea, prevedendo una serie di passaggi:
– un’Assemblea Costituente europea, rappresentativa di cittadini, Governi e Comissione Europea;
– una discussione in Assemblea di un progetto di Costituzione redatto dal Parlamento Europeo, unico organo a legittimazione democratica dell’Unione Europea;
– una previsione nella Costituzione che conferisca la ratifica ad un referendum unico europeo;
– che il referendum avvenga solo negli Stati che hanno partecipato con i loro rappresentanti alla redazione della Costituzione e che, se nella maggioranza di quegli Stati vinca il “sì”, la Costituzione, aperta all’adesione di altri Stati, entri subito in vigore.

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